Sette feriti in una rissa tra giovani di sinistra ed esponenti di Forza Nuova
Coinvolto un dirigente del movimento di Fiore apparso nel film "Nazirock"
Roma, scontri all'Università
Il ministro Gelmini scrive al rettore
Tensioni nate dall'autorizzazione, poi revocata, di un convegno sulle foibe
organizzato da Fn a Lettere. Alemanno condanna le violenze. Sei arresti
Gli scontri davanti alla
Casa dello Studente
di via de' Lollis
ROMA
- Nuove tensioni politiche a Roma. Botte, spranghe e catene in pieno
giorno. Paura in strada, una macchina distrutta. Sei persone prima
fermate e poi arrestate. E alla fine l''intervento, con una lettera al
rettore dell'Università la Sapienza, del ministro della Pubblica
Istruzione.
Dopo
i fatti del Pigneto,
la capitale vive un'altra giornata tesa. Gli scontri sono scoppiati in
via Cesare De Lollis, davanti all'università La Sapienza. "Stavamo
attaccando i nostri manifesti dopo che per tutta la notte Forza Nuova
ha attaccato i suoi davanti all'università, e all'improvviso sono
arrivati i fascisti. Un nostro compagno è stato accoltellato e altri si
sono ritrovati con la testa spaccata", hanno raccontato gli
appartenenti ai Collettivi di sinistra.
Ma secondo le ricostruzioni degli investigatori le cose sarebbero
andate diversamente: il gruppo dei giovani di sinistra stava strappando
i manifesti di protesta appesi all'università da Fn contro
l'annullamento del convegno sulle foibe. I militanti di destra non
avrebbero risposto subito alla provocazione. La rissa è scoppiata
all'arrivo di una macchina carica di altri militanti di Fn armati di
spranghe e coltelli. Il tutto si è consumato in una decina di minuti,
coinvolgendo una ventina di militanti antifascisti e un gruppo di
cinque ragazzi di estrema destra.
Gli studenti dei Collettivi, che nel pomeriggio hanno organizzato una
conferenza stampa, insistono: "E' stata un'aggressione a freddo, non
erano studenti perché avevano sicuramente più di trent'anni". Intanto
chiedono le dimissioni immediate del preside Guido Pescosolido, che
aveva autorizzato il convegno sulle foibe, e danno appuntamento a
domani per un'assemblea sulla sicurezza, mentre per giovedì hanno
indetto un presidio davanti alla facoltà di Lettere. "Sono fatti di una
enorme inciviltà. Uno la può pensare come vuole politicamente, ma non
si può aggredire qualcuno solo perché attacca dei manifesti". E' il
primo commento del prorettore dell'ateneo Luigi Frati che aggiunge: "A
questo punto, ritengo di aver fatto bene a revocare la manifestazione".
I feriti.
Sarebbero almeno i 7 feriti, di cui quattro sono stati portati al
Policlinico Umberto I. "Si tratta di codici gialli - fanno sapere
dall'ufficio stampa dell'ospedale - Uno ha una spalla lussata, altri
hanno ferite alla testa, non profonde. Sembra che abbiano subito delle
sprangate". Tra i ragazzi soccorsi due appartengono alla fazione di
destra e due ai Collettivi di sinistra. Sono stati dimessi alle 16.00
con prognosi da 5 a 20 giorni.
Gli arrestati.
Sono in tutto sei le persone arrestate dopo i fermi della Digos. Di
questi, due fanno parte dei collettivi universitari di sinistra e sono
Emiliano Marini e Giuseppe Mercuri. Gli altri quattro appartengono a
movimenti di estrema destra: tra loro c'è anche Martin Avaro,
responsabile della sezione piazza Vescovio e coordinatore provinciale
di Forza Nuova. Avaro, tra i protagonisti del film di Claudio Lazzaro
"Nazirock", era già stato coinvolto nell'inchiesta sul raid avvenuto
nel parco di Villa Ada l'estate scorsa. Sono tutti già noti alle forze
dell'ordine. Saranno processati domani.
La tensione dei giorni scorsi.
A scaldare gli animi era stata ieri un'iniziativa del prorettore
vicario Luigi Frati, che aveva revocato l'autorizzazione concessa dal
preside della facoltà di Lettere e Filosofia a una conferenza sulle
Foibe, alla quale avrebbe partecipato Roberto Fiore, segretario
nazionale del movimento di destra Forza Nuova.
Il ministro. Il
ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella
Gelmini ha chiesto al rettore de La Sapienza di Roma una "relazione"
sui fatti accaduti oggi nell'ateneo.
Il sindaco di Roma.
Da Palermo interviene Alemanno: "Le violenze a Roma sono da condannare
senza alcun attenuante. L'università La Sapienza non può essere luogo
di scontro e di violenza politica". Secondo Alemanno sono false le voci
di un clima di violenza e intolleranza diffuso nella capitale. "Ci sono
in giro degli imbecilli pericolosi che vanno isolati - dice il sindaco
- i responsabili di questa aggressione devono essere assicurati alla
giustizia e messi in condizione di non nuocere".
Le reazioni.
"Il governo riferisca al Parlamento sull'aggressione avvenuta questa
mattina in via De Lollis". Lo chiede nell'Aula della Camera Roberto
Giachetti del Pd. "C'è una crescente tensione in un clima di violenza e
intimidazioni che richiede una risposta decisa", aggiunge Marco Minniti
del Pd. Preoccupato il presidente della provincia di Roma, Nicola
Zingaretti. "Abbiamo assistito a un'escalation di violenza che la città
non può sopportare - fa sapere - non possiamo permettere passi indietro
per recuperare odiose ideologie". Arriva la condanna del presidente
della Regione, Marrazzo: "C'è un grave clima di intolleranza".
Paolo Ferrero, esponente del Prc, rincara la dose: "Siamo in piena
emergenza sicurezza - ha commentato - i fascisti e le loro squadracce
devono essere subito isolati". Si scaglia contro il sindaco il Pdci,
che sostiene: "Dopo la vittoria di Alemanno, fatti del genere si
susseguono e hanno come obiettivo immigrati, gay e giovani di
sinistra".
Toni più cauti arrivano dal centrodestra. "Alcune frange isolate di
estremisti, di destra e sinistra, vivono fuori dal tempo e pensano di
contendersi il consenso studentesco attraverso la violenza", commenta
Azione universitaria. "Esistono tensioni", ammette Marco Pomarici,
presidente del Consiglio comunale di Roma, che ammonisce: "La politica
ne deve prendere atto contribuendo ad abbassare i toni e a stemperare
le polemiche".
(
27 maggio 2008)
da www.repubblica.it