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studentidemocratici
Ripristiniamo un clima democratico a La Sapienza
 
 

politica interna
29 maggio 2008
APPELLO PER GLI STUDENTI DEMOCRATICI

APPELLO DEGLI STUDENTI DEMOCRATICI DELLA SAPIENZA

Stop alla violenza negli atenei!

I fatti accaduti alla Sapienza si inseriscono nel quadro più ampio nato all’indomani delle elezioni politiche e amministrative che hanno consegnato il Paese e la città al centro-destra.

Oggi abbiamo bisogno di opporci con fermezza a chi crede all’uso della violenza e prova a legittimarsi con una vera e propria aggressione in pieno giorno.

Noi continuiamo a difendere i principi costituzionali e antifascisti e perciò pensiamo che chi si rende protagonista di tali azioni non possa essere accolto in questo ateneo.

Per questo ci chiediamo come abbia fatto il Preside della Facoltà di Lettere a non rendersi conto che stava autorizzando un’iniziativa a chi in questa università non ha mai avuto una rappresentanza.

Ci chiediamo perché non abbia subito chiarito che chi vuole discutere dentro La Sapienza è libero di farlo, ma solo se propone un vero dibattito, e non un incontro propagandistico e provocatorio.

Pensiamo che il Preside della Facoltà debba responsabilmente scusarsi con il mondo accademico.

Nell’università La Sapienza, oggi più che mai, ciò di cui abbiamo bisogno è che gli studenti, i  ricercatori, i dottorandi, i docenti rispondano ai fatti accaduti con l’unica arma che abbiamo in mano: la cultura.

Invitiamo tutte le componenti dell’Ateneo più grande d’Europa a incontrarsi per costruire un vero dibattito, scientifico e non strumentale, sull’argomento.

Il no alla violenza per noi rimane un punto fermo, non rispondiamo alle provocazioni di chi, in questo momento, ha bisogno di visibilità e tenta in ogni modo di riemergere sulla scena politica, anche universitaria.

Chiediamo agli studenti di firmare questo appello per dire un forte NO alla violenza dentro la città e le università e per chiedere il ritorno a un clima di normale confronto democratico.


Aderite con un commento al blog.




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politica interna
28 maggio 2008
Comunicato
COMUNICATO STAMPA

Sinistra Universitaria, aggressione fascista a “La Sapienza”: ripristiniamo un clima democratico all’interno dell’università

Condanniamo duramente l’aggressione ai danni di studenti dei Collettivi ad opera di un gruppo di ragazzi fascisti, che si è svolta oggi nei pressi dell’Università di Roma “La Sapienza”, in via De Lollis, mentre i ragazzi stavano pacificamente attaccando manifesti. La violenza non può essere mai uno strumento d’azione politica.

Quest’azione è solo l’ultimo episodio di un crescente clima di intolleranza e dell’invelenirsi del clima democratico all’interno dell’Università. C’è bisogno di ristabilire un clima di convivenza democratica all’insegna dei principi antifascisti e costituzionali, ed è responsabilità di tutte le forze politiche far sì che questo possa ripristinarsi pacificamente.

Sinistra Universitaria de “La Sapienza”

Domenico Romano: 3405458694

Marianna Massimiliani: 3395373660

Lorenza Falcone: 3393799823




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politica interna
28 maggio 2008
Cos'è successo

Sette feriti in una rissa tra giovani di sinistra ed esponenti di Forza Nuova
Coinvolto un dirigente del movimento di Fiore apparso nel film "Nazirock"

Roma, scontri all'Università
Il ministro Gelmini scrive al rettore

Tensioni nate dall'autorizzazione, poi revocata, di un convegno sulle foibe
organizzato da Fn a Lettere. Alemanno condanna le violenze. Sei arresti


<B>Roma, scontri all'Università<br>Il ministro Gelmini scrive al rettore</B>

Gli scontri davanti alla
Casa dello Studente
di via de' Lollis

ROMA - Nuove tensioni politiche a Roma. Botte, spranghe e catene in pieno giorno. Paura in strada, una macchina distrutta. Sei persone prima fermate e poi arrestate. E alla fine l''intervento, con una lettera al rettore dell'Università la Sapienza, del ministro della Pubblica Istruzione.

Dopo i fatti del Pigneto, la capitale vive un'altra giornata tesa. Gli scontri sono scoppiati in via Cesare De Lollis, davanti all'università La Sapienza. "Stavamo attaccando i nostri manifesti dopo che per tutta la notte Forza Nuova ha attaccato i suoi davanti all'università, e all'improvviso sono arrivati i fascisti. Un nostro compagno è stato accoltellato e altri si sono ritrovati con la testa spaccata", hanno raccontato gli appartenenti ai Collettivi di sinistra.

Ma secondo le ricostruzioni degli investigatori le cose sarebbero andate diversamente: il gruppo dei giovani di sinistra stava strappando i manifesti di protesta appesi all'università da Fn contro l'annullamento del convegno sulle foibe. I militanti di destra non avrebbero risposto subito alla provocazione. La rissa è scoppiata all'arrivo di una macchina carica di altri militanti di Fn armati di spranghe e coltelli. Il tutto si è consumato in una decina di minuti, coinvolgendo una ventina di militanti antifascisti e un gruppo di cinque ragazzi di estrema destra.



Gli studenti dei Collettivi, che nel pomeriggio hanno organizzato una conferenza stampa, insistono: "E' stata un'aggressione a freddo, non erano studenti perché avevano sicuramente più di trent'anni". Intanto chiedono le dimissioni immediate del preside Guido Pescosolido, che aveva autorizzato il convegno sulle foibe, e danno appuntamento a domani per un'assemblea sulla sicurezza, mentre per giovedì hanno indetto un presidio davanti alla facoltà di Lettere. "Sono fatti di una enorme inciviltà. Uno la può pensare come vuole politicamente, ma non si può aggredire qualcuno solo perché attacca dei manifesti". E' il primo commento del prorettore dell'ateneo Luigi Frati che aggiunge: "A questo punto, ritengo di aver fatto bene a revocare la manifestazione".


I feriti. Sarebbero almeno i 7 feriti, di cui quattro sono stati portati al Policlinico Umberto I. "Si tratta di codici gialli - fanno sapere dall'ufficio stampa dell'ospedale - Uno ha una spalla lussata, altri hanno ferite alla testa, non profonde. Sembra che abbiano subito delle sprangate". Tra i ragazzi soccorsi due appartengono alla fazione di destra e due ai Collettivi di sinistra. Sono stati dimessi alle 16.00 con prognosi da 5 a 20 giorni.

Gli arrestati. Sono in tutto sei le persone arrestate dopo i fermi della Digos. Di questi, due fanno parte dei collettivi universitari di sinistra e sono Emiliano Marini e Giuseppe Mercuri. Gli altri quattro appartengono a movimenti di estrema destra: tra loro c'è anche Martin Avaro, responsabile della sezione piazza Vescovio e coordinatore provinciale di Forza Nuova. Avaro, tra i protagonisti del film di Claudio Lazzaro "Nazirock", era già stato coinvolto nell'inchiesta sul raid avvenuto nel parco di Villa Ada l'estate scorsa. Sono tutti già noti alle forze dell'ordine. Saranno processati domani.

La tensione dei giorni scorsi. A scaldare gli animi era stata ieri un'iniziativa del prorettore vicario Luigi Frati, che aveva revocato l'autorizzazione concessa dal preside della facoltà di Lettere e Filosofia a una conferenza sulle Foibe, alla quale avrebbe partecipato Roberto Fiore, segretario nazionale del movimento di destra Forza Nuova.

Il ministro. Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini ha chiesto al rettore de La Sapienza di Roma una "relazione" sui fatti accaduti oggi nell'ateneo.

Il sindaco di Roma.
Da Palermo interviene Alemanno: "Le violenze a Roma sono da condannare senza alcun attenuante. L'università La Sapienza non può essere luogo di scontro e di violenza politica". Secondo Alemanno sono false le voci di un clima di violenza e intolleranza diffuso nella capitale. "Ci sono in giro degli imbecilli pericolosi che vanno isolati - dice il sindaco - i responsabili di questa aggressione devono essere assicurati alla giustizia e messi in condizione di non nuocere".


Le reazioni. "Il governo riferisca al Parlamento sull'aggressione avvenuta questa mattina in via De Lollis". Lo chiede nell'Aula della Camera Roberto Giachetti del Pd. "C'è una crescente tensione in un clima di violenza e intimidazioni che richiede una risposta decisa", aggiunge Marco Minniti del Pd. Preoccupato il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti. "Abbiamo assistito a un'escalation di violenza che la città non può sopportare - fa sapere - non possiamo permettere passi indietro per recuperare odiose ideologie". Arriva la condanna del presidente della Regione, Marrazzo: "C'è un grave clima di intolleranza".

Paolo Ferrero, esponente del Prc, rincara la dose: "Siamo in piena emergenza sicurezza - ha commentato - i fascisti e le loro squadracce devono essere subito isolati". Si scaglia contro il sindaco il Pdci, che sostiene: "Dopo la vittoria di Alemanno, fatti del genere si susseguono e hanno come obiettivo immigrati, gay e giovani di sinistra".
Toni più cauti arrivano dal centrodestra. "Alcune frange isolate di estremisti, di destra e sinistra, vivono fuori dal tempo e pensano di contendersi il consenso studentesco attraverso la violenza", commenta Azione universitaria. "Esistono tensioni", ammette Marco Pomarici, presidente del Consiglio comunale di Roma, che ammonisce: "La politica ne deve prendere atto contribuendo ad abbassare i toni e a stemperare le polemiche".

(27 maggio 2008)

da www.repubblica.it



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